RIZOMI apre come galleria dedicata esclusivamente all’art brut a Torino nel 2010. E’ la prima e per anni unica galleria di settore sul territorio nazionale. Lo scopo è duplice: importare l’art brut internazionale per i collezionisti italiani di arte contemporanea, agire culturalmente affinché l’art brut sia riconosciuta come forma espressiva legittima nell’ambito dell’arte, sganciandola da ogni argomentazione psichiatrica e assistenzialistica.

Il legame esclusivo con l’art brut comincia ad essere ripensato nel 2015 anno della partecipazione ad Artissima con uno stand che, non a caso, vede l’accostamento un artista dell’ambito dell’arte contemporanea pura come Paola Anzichè ad artisti del classicismo brut, come Anna Zemankova e Carlo Zinelli.
In una fase storica nella quale l’arte contemporanea delle grandi fiere e dei grandi musei è sempre più riconoscibile solo come uno specifico tipo di arte che convive al fianco di molte altre forme, l’art brut non si pone più come elemento dialettico di un rapporto a due. Rizomi assume il lavoro di Dubuffet come una indagine sui confini dell’arte contemporanea e continua il lavoro iniziato con l’art brut estendendolo a tutte le forme di arte (contemporanea) non ortodosse.

Questo lavoro continua oggi con la presentazione di artisti il cui lavoro deve permettere questo genere di interrogazione meta-artistica sui confini dell’arte contemporanea e sulla loro permeabilità che è poi la questione dell’evoluzione dell’arte.
Fondata da Nicola Mazzeo e Caterina Nizzoli, RIZOMI ha goduto negli anni dell’importante contribuito di stagisti, amici e appassionati: Gloria Marchini, Marta Spagnolello, Giordano Catalano, Alessandra Soavi, Irene Guerrini.