Un uomo dagli occhi rotti

Cosimo Cavallo

a cura di Luca Atzori

12 Settembre – 2 Ottobre, 2014 

Un uomo dagli occhi rotti

Dai occhi rotti alle metamorfosi. L’arte di Cosimo Cavallo”. Torinese di origini pugliesi Cosimo Cavallo nasce nel 1968; a vent’anni è salvato dai surrealisti, si iscrive all’Accademia Albertina dove si diploma in decorazione. Un’arte del fare. Da anni vive in strada; può capitare di incontrarlo e riconoscerlo: indossa una camicia hawaiana e declama urla mistiche, versi ispirati tra un om e un grido di guerra. 

Negli ultimi anni torna a lavorare al disegno, si firma Fabio Elettroni e intercetta volti da un flusso continuo che ci lega tutti. I suoi disegni si trasformano, si allontanano dai volti e in una ascesa verticale vertiginosa si vedono sfere prendere forma. E’ un volo siderale per chi vuole seguirlo. In mezzo come a ricordarci le difficoltà degli uomini, le limitazioni del loro pensiero, metamorfosi imperfette, forme incomplete nel loro farsi eppure pesanti, presenti. 

Mentre l’outsider art corre il rischio di diventare un genere, un tipo di creazione che si persegue deliberatamente sulle tracce di alcuni apparenti canoni come la ripetizione ossessiva o la miniaturizzazione del disegno e continua d’altra parte ad esistere la concezione oltranzista che esclude dalle espressioni di art brut autentiche tutte le produzioni laboratoriali e quelle che mostrano un qualsivoglia grado di formazione tecnica Cosimo Cavallo conferma l’esistenza di casi problematici al pari di Louis Soutter e Gaston Chaissac. 

Una mano quella di Cosimo di sicura abilità formale ma al servizio di una creatività radicalmente personale insensibile ai modi, ai temi alle specificità dell’arte culturale.

Opere