Radiometrie

Gianluca Pirrotta

17 Giugno, 2011

Radiometrie

 

La galleria RIZOMI continua l’esplorazione dell’arte irregolare presentando due artisti di età e linguaggi diversi ma legati da un senso comune della profondità. Entrambi italiani, Gianluca Pirrotta e Luciano Trebini, sono tra gli autori più significativi dell’ultima generazione di creatori d’arte intuitiva, spontanea ed autonoma; esposti più volte in Italia e all’estero è la prima volta che le loro opere sono disponibili in una galleria d’arte. 

In occasione dell’inaugurazione Paolo Spaccamonti presterà la sua chitarra ad accompagnare lo spettatore dentro le opere con suoni lunghi e dilatati che sembrano provenire direttamente dagli spazi che ne circondano i soggetti. Tra i musicisti più noti del panorama torinese, due album all’attivo (uno, il nuovissimo Buone Notizie), Paolo Spaccamonti si muove nel dominio del post-rock strumentale dove mostra non solo una spiccata abilità nell’utilizzo di sintesi di strumenti meccanici quali, pedali e loop-machine ma anche un’evidente e molto umana capacità di introspezione giocata sulla scelta di melodie che si rincorrono a formare lunghi flussi sonori. 

Giovanissimo artista Gianluca Pirrotta, può vantare già importanti successi sia nazionali che internazionali. Selezionato per le mostre curate dalla critica d’arte Bianca Tosatti nella città di Carpi in occasione del Festival Internazionale delle Abilità differenti, ha avuto una menzione speciale dalla giuria nell’ambito della quinta edizione del prestigioso premio Euward di Monaco di Baviera (2010). 

Riconoscibilissimo e di grande impatto il suo lavoro, dove linee orizzontali e verticali dallo spessore diverso si intersecano su sfondi uniformi di colore che palpitano dotati di diverse intensità di vita. Talvolta, dove sembra che il suo sguardo abbia superato ogni barriera e ogni strato, Pirrotta dispone personaggi che incuriositi guardano lo spettatore. Trame e colori dialogano: essenze diverse i cui intrecci rimandano ad un’altra entità, la loro moltiplicazione, lo spazio, ciò che non c’è nei suoi quadri che invece così bene lo rappresentano, come una elaborata sintassi dell’assenza. 

Artista diverso Luciano Trebini, classe 1952, sembra accontentarsi delle superfici. I suoi disegni come graffiti sui muri si accomodano sempre perfettamente nei loro spazi. Come i concetti nei loro suoni. E’ però il rapporto con quel che sta attorno ai segni geometrici tracciati con sicurezza, ai contorni di figure di animali come di oggetti familiari il vero soggetto dell’arte di Trebini. 

Le sue opere raccontano sempre una storia: può essere la silenziosa trama della divisione dello spazio operata dai suoi disegni oppure quella che emerge dal concatenarsi dei suoi soggetti più minuti ed intimi. In occasione di Radiometrie le cartoline di Luciano Trebini sono state allestite su di un supporto orizzontale, time-line e struttura frase al contempo, perché ognuno spostandole autonomamente possa costruire la propria personale narrazione.

Opere