I giovani
non hanno più

29 Maggio 2021

I giovani non hanno più

L’idea di questa mostra viene da lontano, da un incontro a Miami… anzi no da Sacramento dove è nato Daniel Johnston, anzi no a Milano dove si sono incontrati Tommaso e Laurina… che forse però si sono incontrati su Instagram. Sì è difficile dire dove forse possiamo provare con quando. 

Nei primi anni 90 quando lo stile figurativo di Johnston comincia a diffondersi sdoganato dalla maglietta di Kurt Cobain. No; nei primi anni 2000 quando Laurina comincia a sviluppare quello stile di fusione culturale che rende il suo lavoro così unico; o ancora nel tardo 2018 quando Tommaso e Laurina scoprono in Johnston un mito in comune. Ma anche quando Martina comincia a lavorare intensamente con Laurina oppure quando la galleria RIZOMI che aveva già lavorato con Johnston nel 2012 vede la silhouette di Johnston fare capolino da un quadro di Laurina. 

Il punto importante qui è la fusione di tre lavori e di tre modalità di espressione che insieme funzionano perfettamente perché la radice è per tutte il confronto con quale figure “mitologiche” che si depositano nella coscienza diventando poi medium di un discorso personale. Questo discorso assume poi valenze diverse: per Johnston una quasi religiosa, per Buldini psicanalitica per Paperina di linguaggio stilistico. 

E’ chiaro che i riferimenti cultural di Johnston sono quelli tipici di una generazione precedente rispetto a quelli di Buldini e Paperina ma nel diventare Johnston per loro proprio uno di questi riferimenti scopriamo il processo di sedimentazione che è all’origine della costruzione degli universi culturali. 

“Il linguaggio naturale, vivido e diretto, a tratti infantile” di Daniel Johnston, come scrive Chiara Wang, “ha calamitato l’attenzione dei giovani degli anni ’80 e ’90 di cui è stato capace di cantare e illustrare stati d’animo, irrequietudini e solitudini”. 

Il titolo della mostra “I giovani non hanno più…” liberamente interpretabile da chiunque, si riferisce precisamente allo sdegno con cui le generazioni si criticano una dopo l’altra mettendo sopratutto in scena solo il difficile dialogo tra universi culturali differenti. 

La mostra inizierà a Parma nei nuovi locali della galleria RIZOMIarte che si è trasferita recentemente in Strada Giuseppe Garibaldi n. 29 e si sposterà poi presso gli spazi di Martina Corbetta a Giussano. A fine mostra sarà presentato un catalogo curato dagli artisti che raccoglierà le due esperienze espositive.

Allestimento