6 Maggio – 5 Giugno, 2011

Giovanni Battista Podestà

Giovanni Battista Podestà nasce il 13 febbraio 1895 a Torre Pallavicina in provincia di Cremona, dodicesimo e unico figlio maschio di una famiglia di contadini. Dopo la morte del padre deve abbandonare la scuola all’età di dieci anni per aiutare una famiglia numerosa e tutta femminile. 

Nel corso dell’adolescenza perde sei delle sorelle per tubercolosi. Lo scoppio della prima guerra mondiale lo vede arruolato e poco dopo ferito; rientra in patria per faticare a reinserirsi nella vita civile avendo testimoniato la propria profonda coscienza non violenta. 

Nel 1922 incontra la donna che diverrà sua sposa, Maria Enrichetta Nobili, ed è impiegato come operaio in una fabbrica di ceramiche. Contemporaneamente inizia la strada di un progetto artistico immenso. Dal 1925 fino all’improvvisa morte della moglie interpreterà con tecniche e linguaggi artistici inediti lo svanire dell’etica e della cultura contadina, l’incedere della modernità e l’incipiente morale materialista. 

Nel 1939 è richiamato alle armi: riesce ad evitare il fronte con il servizio territoriale, ma non le cicatrici morali della distruzione bellica. Rientrato, ricomincia il lavoro in fabbrica fino al 1956. Dalla pensione Podestà si dedica completamente alla creazione artistica e, cosa per lui inseparabile, alla predicazione moralista. 

Portatrice di un vissuto collettivo condiviso dall’Italia prebellica, la sua opera offriva un’alternativa di salvezza. Fermato dai passanti incuriositi da barba e capelli lunghi, dal bastone scolpito con le stazioni della sua vita e da una cravatta decorata con becchini e scheletri Podestà si preparava ad accompagnare ogni defunto di Laveno nel giorno della sua dipartita.


Opere