E’ nato il 13 febbraio 1895 a Torre Pallavicina in provincia di Cremona, dodicesimo e unico figlio maschio di una famiglia di contadini. Dopo la prematura scomparsa del padre Giovan Battista deve abbondare la scuola e i campi all’età di dieci anni per aiutare economicamente la famiglia. Si impiega come aiuto muratore. Molto presto perde sei delle sue sorelle per tubercolosi e quando scoppia la prima guerra mondiale è chiamato alle armi. 

Sul fronte austriaco è ferito e imprigionato ma anche testimone della propria profonda fede pacifista e non violenta. Trasferitosi a Laveno sul lago Maggiore e trovato un impiego nella fabbrica di ceramica della zona nel 1922 incontra Maria Nobili che diventerà sua moglie pochi anni dopo; avrà due figlie. Risalgano ai primi anni di matrimonio le decorazioni a motivi classici dei piatti, della credenze e del divano di casa. 

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Podestà è richiamato nell’esercito: attivo come supervisore dei trasporti ferroviari presso Parma gli sarà risparmiato lo scempio del fronte ma questa partecipazione riaccende tutti i traumi del primo conflitto. Dal 1945 la sua arte comincia a mutare dal precedente neoclassicismo: usando colla, segatura, legno e pigmenti darà vita a bassorilievi e sculture che rappresentano la naturalità della morte, i valori del mondo contadino, le sciocchezze della nuova società dei consumi. 

Dal 1956, l’anno della pensione, Giovanni Battista si dedicherà completamente alla creazione artistica alternandola solo con passeggiate in riva al lago dove, attirando l’attenzione di turisti e compaesani predicava loro la discrezione nei consumi e la rettitudine morale. Muore nel 1976 all’età di 81 anni dopo che già da qualche anno la morte della moglie aveva spento in lui ogni creatività e desiderio di vita.

 

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