Germana Dragna

9 dicembre 2016

a cura di Osservatorio Outsider Art Palermo

Germana Dragna

“Le macchie sono diventate scure silhouette, dove la fantasia vira verso l’Altrove, un mondo più antico e primitivo con la natura al primo posto, senza gabbie o punti fermi: manca un centro e tutto invece si muove come in un terremoto di libertà o un viaggio per mare.” Eva di Stefano

Le scritture automatiche, così come le tecniche aleatorie di uso del colore rimandano direttamente alle tecniche divinatorie dell’interpretazione dei segni ma rispetto al potere esoterico del sacerdote pongono produttore e spettatore sullo stesso piano assoggettandoli a qualcosa di più grande di loro.
L’artista che abbraccia in tutto o in parte tecniche governate dal caso rinuncia a parte del suo potere di creatore per condividere con lo spettatore quello dell’interpretazione, trovandosi con lui (o lei) insieme al di qua del dipinto. 


Germana Dragna è nata a Palermo nel 1954; ha vissuto a Roma i primi anni dell’infanzia per tornare poi in Sicilia. Sposatasi prestissimo è emigrata in Canada per tornare in Italia poco dopo e lavorare come ausiliaria nella scuola.
Dipinge solo d’estate. 
Intinge il pennello nella china e ne segue le volute prima di sondarne le qualità narrative: con acquerelli e matite sviluppa trame colorate che rimandano ad un mondo arcaico di natura e personaggi fantastici. 
Il suo lavoro è privato ed intimo oltre che personalissimo negli esiti è stato scoperto dall’Osservatorio Outsider Art di Palermo

Opere