Daniel Johnston

SACRAMENTO, 1961

Quinto figlio di una famiglia unita e profondamente religiosa (Church of Christ) cresce in West Virginia, impara a suonare il pianoforte con l’aiuto dei fratelli e si dedica al disegno fin
dalla più giovane età, ricopiando gli eroi dei fumetti in cui trasfigura l’esperienza di guerra del padre. Alla fine del liceo si iscrive ai corsi d’arte della Kent State University dove conosce Laurie, già fidanzata, ma che diventa per Johnston l’essenza stessa dell’amore; per lei scrive e incide le canzoni che costituiranno Songs of Pain, primo di una lunga serie di nastri che ama regalare ad amici e casuali passanti, usando un semplice registratore a cassette su cui sovraincide la voce e i vari strumenti musicali.

Ben presto, impedito da un disturbo bipolare le cui fasi depressive si erano manifestate fin dall’adolescenza, lascia l’università e dopo varie vicissitudini si stabilisce a Houston in Texas, dove entra nelle grazie della scena artistica e musicale. Qui tiene concerti, fa la sua prima apparizione su Mtv, sperimenta l’Lsd e subisce una prima ospedalizzazione da cui uscirà con una serie di farmaci per il controllo dell’umore. La vita di Daniel sarà da questo momento fino alla metà degli anni Novanta segnata dal regolare susseguirsi di fasi depressive e fasi di euforia insieme ad un complesso rapporto con le medicine che non riesce ad arginare lo scoppio di anifestazioni paranoico-psicotiche nei momenti di crisi dell’umore: un violento tentativo di esorcismo ai danni di un’anziana signora, la vandalizzazione della Statua della Libertà con un graffito anti-satana, il terrore che sia Satana a controllare il padre che manovrava l’aereo su cui viaggiano.

Accanto ai grandi successi: il primo album in studio nel 1992, Artistic Vice, pochi mesi dopo la scampata tragedia aerea, l’apprezzamento di noti musicisti, l’interessamento di grandi etichette discografiche. La sua arte, esposta fin dal 1997 in show collettivi, è selezionata nel 2006 alla Whitney Biennial mentre sempre più gallerie la propongono ai collezionisti di tutto il mondo; la sua musica è stata oggetto di numerosi tributi tra cui il più importante Discovered Covered: The Late Great Daniel Johnston; la sua vita è diventata il documentario di Jeff Feuerzeig che ha vinto il Sundance del 2005. Nel 2013 il suo lavoro entra ufficialmente nella Collection de l’Art Brut di Losanna con l’esibizione intitolata Welcome To My World! Daniel Johnston e nel 2021 l’Outsider Art Fair gli dedica una retrospettiva nella versione newyorkese della fiera.

Opere

Late fake tribulation

Pennarello Cartoncino

False Promise

Pennarello Carta