GIOVANNI BATTISTA PODESTÀ

BIOGRAFIA

Giovanni Battista Podestà nasce il 13 febbraio 1895 a Torre Pallavicina in provincia di Cremona, dodicesimo e unico figlio maschio di una famiglia di contadini. Suo padre muore molto giovane cosicché Giovanni Battista crescerà circondato da sole donne. La famiglia numerosa conduce un’esistenza modesta e per sostenerne i bisogni Giovanni lascia la scuola all’età di dieci anni per lavorare come aiuto muratore. Durante l’infanzia e l’adolescenza perde 6 delle sue sorelle tutte per tubercolosi. Quando scoppia la prima guerra mondiale Podestà è arruolato al fronte. A proposito di un assalto a terreno scoperto racconta che si trovò di fronte un austriaco di quarant’anni che gli disse di stare calmo. Le sue parole gli misero in testa l’obiezione di coscienza e non gli sparò. Ferito a una gamba è fatto prigioniero dagli austriaci e alla fine della guerra rientra a Soncino dove iniziano anni di miseria e angoscia: il reinserimento sociale di Podestà è difficile. Alla fine decide seppure a malincuore di impiegarsi come carabiniere. Nel 1922 mandato nella piccola città di Laveno sul lago Maggiore incontra quella che sarà sua moglie: Maria-Enrichetta-Genoveffa Nobili e si sposa l’11 maggio del 1925. Avranno due figlie, Annamaria e Graziella. Podestà si fa assumere nella fabbrica di ceramiche e contemporaneamente inizia a dipingere e svolgerà regolarmente una attività artistica fino alla morte della moglie nel 1974. Nel 1939 scoppia la seconda guerra mondiale. Podestà è richiamato: non parte per il fronte e si fa arruolare nel servizio territoriale nei dintorni di Parma. L’esperienza di questa guerra ancora più che la prima lascerà in lui profonde cicatrici morali. Al suo ritorno a Laveno riprende il lavoro in fabbrica fino al 1956. A partire dalla pensione Podestà consacra la maggior parte delle sue giornate alla realizzazione di opere. Il resto del tempo è ritmato dalle passeggiate quotidiane ai bordi del lago dove molto turisti lo fermano attratti dalla sua singolare apparenza: i capelli fino alle spalle, la barba lunga, ha un bastone attorno al quale sono scolpite le differenti stazioni della sua vita e porta una cravatta dipinta che rappresenta un becchino e uno scheletro oltre che un anello ornato da una testa di morto. Parla con tutti con entusiasmo e con tono sentenzioso. Ogni venerdì santo scala la collina e porta la sua croce vicino al santuario. Condurrà questa vita per più di 10 anni. Nel 1974 sua moglie si ammala improvvisamente e muore di cancro. Questo avvenimento sconvolge la sua esistenza; abbandona ogni attività artistica e perde o rifiuta il contatto con la realtà. Nel corso di una serata errante prende una broncopolmonite e dopo qualche tentativo di ricovero, muore a Laveno il 16 febbraio 1976 all’età di 81 anni.

BIBLIOGRAFIA

Peiry Lucienne, Giovanni Battista Podestà, Collection de l’art brut, Lausanne, 1987

Giovanni Battista Podestà (1895-1976): L’Art Brut, naturalismo e religiosità [ottobre-dicembre 1994, Museo della ceramica, Palazzo Perabò Cerro, Laveno Mombello], catalogo a cura di Debora Ferrari (con il patrocinio di Collection de l’Art Brut di Lausanne), Grafiche Reggiori, Cittiglio, 1994

Ardalan Haydé, Bouchet Francine, Peiry Lucienne, L’art brut, La Joie de lire, Genève, 1995

Giovanni Battista Podestà [06 maggio-03 giugno 2011, Galleria Rizomi Art Brut, Parma], catalogo della mostra a cura di Nicola Mazzeo, Caterina Nizzoli, Rizomi Art Brut, Torino, 2011

Peiry Lucien, Thévoz Michel, Collection de l’art brut Lausanne, Museen Der Schweiz, Zurigo, 2001

Podestà [11 settembre 2003-25 gennaio 2004, Collection de l’art brut, Lausanne], catalogo della mostra a cura di Paul Beaud, Collection de l’art brut, Lausanne, 2003

Tinguely … Podestà [10 settembre 2003-18 gennaio 2004, Espace Jean Tinguely – Niki de Saint Phalle, Fribourg], catalogo della mostra a cura di Paul Beaud, Espace Tinguely – Niki de Saint Phalle, Friburgo, 2003

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